Vai al contenuto principale
Oltre il BluAutismo e disabilità · Termoli

Per capire meglio

Approfondimento
sullo spettro

L'autismo è una condizione del neurosviluppo che accompagna la persona per tutta la vita. Non è una malattia e non si guarisce: è un modo diverso di percepire, comunicare e stare al mondo. Questa pagina raccoglie alcune informazioni di base, scritte per chi si sta avvicinando all'argomento.

L'autismo non è una malattia. È un modo diverso di sentire il mondo e di comunicare.

Le persone autistiche sono tutte diverse fra loro. Ognuna ha le sue capacità e le sue difficoltà.

In questa pagina spieghiamo alcune cose importanti.

Un esempio, non dati reali: due persone con la stessa diagnosi possono avere profili completamente diversi. È questo che vuol dire «spettro».

Le basi

Quattro cose da sapere

Uno spettro, non una scala

Si parla di spettro perché le caratteristiche si combinano in modi molto diversi da persona a persona. Non esiste un autismo "lieve" o "grave" collocabile su una linea: una persona può avere grande facilità con il linguaggio e insieme una forte sensibilità ai rumori, oppure il contrario. Descrivere qualcuno come "poco autistico" dice poco di utile su ciò di cui ha bisogno.

Le differenze sensoriali

Molte persone autistiche percepiscono suoni, luci, odori e contatto con un'intensità diversa. Un ambiente che a molti sembra normale può risultare faticoso o doloroso. Non è ipersensibilità caratteriale: è un funzionamento percettivo differente, e conoscerlo in anticipo permette di organizzarsi. Per questo sulle pagine dei nostri eventi trovi sempre le informazioni sull'ambiente.

La prevedibilità aiuta

Sapere in anticipo cosa succederà, in che ordine e per quanto tempo riduce l'ansia e libera energie. Non è rigidità: è una strategia efficace. Anticipare i cambiamenti e spiegare cosa cambia, quando è possibile, fa una differenza concreta.

Come parlarne

Sul modo di dire le cose convivono due usi. Molte persone autistiche adulte preferiscono definirsi «persona autistica», perché l'autismo non è qualcosa che si porta addosso ma fa parte di chi si è. Molti servizi e famiglie usano «persona con autismo», per mettere prima la persona della condizione: è la formulazione che adoperiamo anche noi nei nostri materiali. Nessuna delle due è sbagliata, e la cosa più semplice resta chiedere alla persona come preferisce essere descritta. Su una cosa invece c'è poco da discutere: espressioni come «soffre di autismo» o «ne è affetto» descrivono una malattia, e l'autismo non lo è.

Dopo la diagnosi

Cosa fare, passo per passo

Scoprire che tuo figlio rientra nello spettro autistico è un momento difficile, e i primi giorni sono quelli in cui è più complicato capire da dove si comincia. Questi sono i passaggi — clinici, amministrativi ed educativi — da avviare il prima possibile.

Questa guida è la sintesi di «Autismo: cosa fare?», pubblicata da ANGSA Molise APS. Le norme cambiano: quando succede, cambia lì.

  1. Certificare la diagnosi

    È la prima cosa. All’inizio, e a seconda dell’età, la diagnosi può avere una dicitura diversa da «disturbo dello spettro autistico» — per esempio «disturbo multisistemico». La certificazione deve arrivare da una struttura pubblica o accreditata dal Servizio Sanitario Nazionale, e va redatta da un’équipe multidisciplinare: neuropsichiatra infantile, psicologo, terapisti del linguaggio o psicomotricisti.

    In Molise il servizio della neuropsichiatria infantile di Campobasso non risulta sempre attivo. Qui sotto ci sono strutture accreditate a livello nazionale dove il servizio è permanente e si può chiedere la visita.

  2. Invalidità civile e Legge 104

    Servono per ottenere sostegno economico, agevolazioni e diritti: per tuo figlio e anche per te.

    Come procedere

    • Chiedi al pediatra il certificato medico introduttivo per la domanda all’INPS.
    • Presenta la domanda di invalidità civile, che dà accesso all’indennità di frequenza, e quella per la Legge 104/92, per le agevolazioni lavorative e il sostegno scolastico.
    • Riceverai la convocazione per la visita davanti alla commissione medico-legale dell’INPS.

    Cosa portare alla visita

    • La diagnosi
    • Le terapie già iniziate
    • Le relazioni cliniche
    • La documentazione dei centri riabilitativi
  3. La scuola

    A due anni e mezzo un bambino può già frequentare il nido, o iniziare la scuola dell’infanzia l’anno successivo.

    La continuità del sostegno è garantita dall’articolo 14 del decreto legislativo 66/2017, come modificato dal decreto legge 71/2024, convertito nella legge 106/2024.

    Cosa fare

    • Informa la scuola della diagnosi: non è obbligatorio, ma è consigliato.
    • Chiedi — con la neuropsichiatria infantile o tramite la scuola — l’attivazione del GLHO, il Gruppo di Lavoro Handicap Operativo.
    • In vista della scuola dell’infanzia, avvia il percorso per il sostegno scolastico e per il Profilo di Funzionamento, che prima si chiamava diagnosi funzionale e porta alla stesura del PEI, il Piano Educativo Individualizzato.
  4. I percorsi abilitativi e riabilitativi

    A seconda delle caratteristiche del bambino possono essere indicati percorsi diversi, spesso più d’uno insieme.

    Quali sono

    • ABA, Applied Behavior Analysis
    • Logopedia
    • Psicomotricità
    • Terapia occupazionale
    • Intervento precoce intensivo comportamentale (EIBI)

    I centri ABA in Molise

    • Giraluna, a Termoli
    • Io sono speciale, a Campobasso
    • Hanami, a Campobasso e Isernia

    Se il servizio pubblico ha tempi lunghi, valuta il supporto privato dove è possibile e verifica se ci sono rimborsi: il Fondo per la disabilità, o i contributi regionali.

  5. Contributi e bonus

    A seconda della situazione potresti avere diritto a:

    Cosa chiedere

    • Indennità di frequenza INPS
    • Bonus caregiver, dove è previsto dalla regione o dal comune
    • Agevolazioni per l’acquisto di strumenti tecnologici, dimostrandone l’utilità, e per l’automobile con IVA al 4%
    • Esenzione dal ticket sanitario: il codice per l’autismo è 038
  6. Il sostegno per la famiglia

    Non è l’ultimo passo perché conta meno: è l’unico che riguarda te e non le pratiche.

    Dove cercarlo

    • Sportelli di ascolto per i genitori, spesso presso l’ASL o le associazioni
    • Gruppi di mutuo aiuto fra genitori, utili sul piano pratico quanto su quello emotivo
    • Le associazioni del territorio: noi ci siamo, e c’è ANGSA Molise APS
    • Le novità e gli aggiornamenti del tuo ambito territoriale

A che punto sei

  • Presa in carico dall’ASL
  • Terapie riabilitative attivate
  • Domanda di invalidità civile e Legge 104 presentata
  • Pratiche scolastiche avviate
  • Esenzioni e contributi richiesti
  • Sostegno psicologico o familiare, se serve

Non è una gara e non c’è un ordine obbligato: serve solo a non perdere per strada un passaggio, nei mesi in cui se ne fanno tanti insieme.

Tutti i passaggi qui sopra vengono da «Autismo: cosa fare?» di ANGSA Molise APS, dove trovi la versione completa e aggiornata.

Per approfondire

Dove trovare altre informazioni

  • Osservatorio Nazionale Autismo — ISS

    Il portale pubblico italiano con le linee guida e le informazioni verificate sullo spettro autistico.

  • SINPIA

    Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza: è la cornice di riferimento del nostro lavoro.

  • ANGSA Molise APS

    L'associazione regionale dei genitori: la guida «Autismo: cosa fare?» che riassumiamo in questa pagina è la loro, e la tengono aggiornata.

  • Comune di Termoli — Servizi sociali

    Per l'accesso ai servizi territoriali, alle certificazioni e ai contributi previsti.